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Kitchen di Banana Yoshimoto

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano”. Questa citazione tratta da Kitchen di Banana Yoshimoto, è certamente una fra le più famose di un classico della letteratura mondiale che ben si adatta a questo periodo di ripartenze.

Kitchen romanzo di Banana Yoshimoto

Così, in attesa di festeggiare il nuovo anno – nella speranza, se non nella convinzione, che sia meglio di quello che stiamo per archiviare – perché non tornare a sfogliare, ma anche regalare, il libro che ha lanciato la carriera mondiale delle scrittrice giapponese?

Kitchen è un romanzo di formazione per la Yoshimoto, o per meglio dire di trasformazione: la giovane protagonista Mikage resta sola al mondo e il suo unico conforto per reagire al lutto è stare, fisicamente, in cucina. Mikage trascorrerà in quella stanza i suoi momenti felici, intenta a prepara cibi per sé e per quella piccola nuova famiglia, tutt’altro che tradizionale, che l’ha accolta aprendole la porta di casa. Attraverso quei gesti ripetitivi e precisi conoscerà meglio sè stessa e i suoi commensali.

Attenzione, però: non è un romanzo di formazione di una giovane chef; non addentratevi tra queste pagine se siete alla ricerca di una ricetta giapponese da annotarvi, ne restereste delusi. Non c’è nessun riferimento particolare a un alimento preciso, ma la descrizione di un grande amore che rasenta l’ossessione quello per la cucina che è il luogo della mente e del corpo nel quale la protagonista affronta la perdita della famiglia e la possibilità di ricostruirsene una. Kitchen è un romanzo delicatamente angosciante, in pieno stile giapponese.
Se vi interessa l’Oriente, e il Giappone in particolare, questo è un romanzo che dovrete affrontare. Vi porterà via poco tempo, è davvero breve, ma la sensazione che proverete al termine vi farà compagnia a lungo. La forza della Yoshimoto, forse, è proprio questa. Quello che ci apprestiamo a vivere sarà certamente un Natale diverso, Kitchen non è un “romanzo natalizio”, ammesso che la categoria esista, ma proprio per la resilienza al lutto che la protagonista incarna, credo sia particolarmente indicato al periodo che stiamo vivendo.

Titolo           Kitchen
Autore          Banana Yoshimoto
Genere          Romanzo
Editore          Casa editrice Feltrinelli
Traduzione   Giorgio Amitrano

Lo sapevi che

  • Il vero nome di Banana è Mahoko. Come ha scelto il suo pseudonimo? Qualcuno sostiene che si riferisca alla passione dell’autrice per i fiori rossi del banano, pianta di cui tiene un esemplare nella sua casa di Tokyo, ma Banana è anche un nome che si pronuncia quasi allo stesso modo in tutte le lingue e si ricorda facilmente. La scrittrice avrebbe dichiarato di averlo scelto perché, semplicemente, le piaceva.
  • Kitchen è uscito in Italia per Feltrinelli nel 1991 con la traduzione di Giorgio Amitrano, ed è stata la prima traduzione mondiale del romanzo d’esordio dell’autrice, scritto e pubblicato in Giappone nel 1988. Il “fenomeno” Yoshimoto è esploso in poco tempo: l’autrice ha scritto sette libri in due anni che hanno venduto subito oltre sei milioni di copie. Sono arrivati premi, riconoscimenti e anche trasposizioni sul grande schermo.

 

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