@ ph. Matteo Marioli

Come coltivare lo zafferano in casa

Hai il pollice verde? Perché non provare allora a coltivare lo zafferano in casa. La produzione, ovviamente, sarà a misura di famiglia e le quantità ridotte, ma la soddisfazione di dire che lo zafferano che ha colorato il risotto è proprio tuo sarà impagabile.
In più coltivando lo zafferano in casa, anche il balcone ne beneficerà perché diventerà molto colorato, grazie ai bellissimi e inconfondibili fiori viola, i cui petali sono anche essi edibili, ottimi freschi in insalata!

Insalata con petali di zafferano @ ph. Matteo Marioli

COSA SAPERE PER COLTIVARE LO ZAFFERANO IN VASO
Lo Zafferano ha un’unica fioritura annuale e avviene in autunno. Non è una pianta, ma una spezia ricavata dai tre filamenti del fiore del croco, un bulbo meglio conosciuto come crocus sativus. Dove si comprano? nei vivai oppure si possono ordinare on line, ma noi vi consigliamo di rivolgervi alle Aziende Agricole del vostro territorio, più o meno distribuite su tutta la provincia bresciana, perché vi potranno dare qualche consiglio utile e pratico su tempi e modi.
Coltivare lo zafferano in vaso è il modo più pratico per produrlo ma bisogna avere qualche accortezza nella messa a dimora dei bulbi e conoscere alcune caratteristiche relative al ciclo biologico annuale della pianta.
Ricordate che ogni bulbo ha bisogno di spazio per crescere, perciò vi suggeriamo di posizionarli a una distanza di almeno 5 cm uno dall’altro a una profondità tra i 5 e i 10 cm. Lo zafferano ha bisogno anche di un terreno argilloso, ricco di nutritivi e di un clima piovoso in primavera e secco in estate. Innaffiate poco e controllate che il terreno non sia troppo umido per evitare che i bulbi marciscano. Sfruttate l’acqua piovana, ma attenzione ai ristagni nei sottovasi che devono essere prontamente svuotati. Per crescere bene il bulbo ha bisogno di luce e calore perciò i vostri vasi dovranno essere ben esposti al sole.
Indicativamente se volete preparare almeno 4 risotti in un anno usando il vostro zafferano e siete una famiglia di 4 persone vi basterà acquistare 16/ 20 bulbi di zafferano. Per ottenere un cucchiaio di stimmi essiccati di zafferano, dovrete coltivare almeno 40 bulbi.

Zafferano in vaso @ ph. Matteo Marioli

ECCO COME FARE PER LA COLTIVAZIONE:

Messa a dimora @ ph. Matteo Marioli

1) Messa a dimora – dal 15 Agosto al 15 Settembre
Questo è il periodo della messa a dimora dei bulbi che sono in pieno riposo vegetativo.
Preparate quindi il terriccio giusto in cui metterete i bulbi a circa 10 cm di profondità per poi ricoprirli.

Bulbi da impiantare @ ph. Matteo Marioli

A seconda di quanti bulbi avete ricordate di mantenere le distanze e quindi suddivideteli in due o più vasi.L’ideale sarebbe piantare i bulbi in un terriccio asciutto o comunque non eccessivamente umido. Se poi iniziano le piogge di fine estate, nessun problema, l’importante è che il terreno e il vaso siano abbastanza drenanti e non favoriscano ristagni d’acqua.

 

2) Innaffiatura – dal 15 Settembre al 30 Settembre
Negli ultimi anni il clima è cambiato e spesso l’estate si prolunga per fino alla fine di settembre e le piogge scarseggiano. Di solito le piogge di fine agosto attivano i bulbi risvegliando il processo vegetativo facendo sviluppare le radici. Ma se quell’anno i mesi di agosto e settembre dovessero essere molto siccitosi è meglio innaffiare spesso i vasi, ricordandosi però di non far ristagnare l’acqua. Così il fiore maturerà e fiorirà nei tempi giusti (metà Ottobre e/o primi di Novembre).

3) Manutenzione del vaso – dal 30 Settembre al 15 Ottobre

@ ph. Matteo Marioli

In questo periodo ci dobbiamo dedicare alla manutenzione del nostro piccolo zafferaneto domestico. Togliendo le erbe infestanti favorendo l’ossigenazione della terra per consentire alle spate bianche (la parte vegetativa che per prima spunta fuori dal terreno e contiene il crine o fogliame verde e i fiori dello zafferano) di fuoriuscire senza fatica.

4) Fioritura – dal 15 Ottobre al 15 Novembre
Questo è il periodo di fioritura ideale dello zafferano. In alcune zone di montagna con clima rigido e piovoso la fioritura avviene già dai primi di Ottobre.

Essiccazione @ ph. Matteo Marioli

Nelle zone calde e secche, quando la piovosità è scarsa, la fioritura potrebbe arrivare con parecchio ritardo (anche a Dicembre) e in maniera notevolmente ridotta. Quanto più il bulbo è grande, maggiore sarà la quantità di bulbi figli che si svilupperanno al suo interno. Il numero di fiori che ogni bulbo può generare, dipende dalla grandezza del bulbo madre stesso, vale a dire 3 fiori in media per bulbi con un diametro di 3,5 cm. La raccolta dei fiori deve essere effettuata preferibilmente il mattino presto, quando sono ancora chiusi. Si passa poi alla sfioritura ovvero alla separazione del 3 stigmi dalla corolla del fiore: un lavoro che va fatto con delicatezza per non rovinare i pistilli.
L’essiccazione dei pistilli o stimmi rossi deve essere effettuata sempre in giornata. Per essiccarli non è necessario dotarsi di uno strumento professionale, basta il forno di casa. Accendetelo in modalità statica, temperatura minima (40°), mettete i vostri stigmi su un foglio di carta forno e posizionateli sulla teglia per circa 30/45 minuti, anche se dipende dall’umidità dei pistilli. Durante questa operazione tenete sempre lo sportello del forno leggermente aperto.

I bulbi @ ph. Matteo Marioli

5) Manutenzione Terreno – dal 15 Novembre al 30 Aprile
Dopo la fioritura, la pianta dello zafferano continua a sviluppare il crine verde e, i bulbi figli, ancora all’interno del bulbo madre iniziano a crescere. Quanto più il terriccio è buono, pulito e ben lavorato, tanto più i bulbi figli cresceranno.

6) Espianto – dal 30 Aprile al 30 Giugno
A partire dai primi di Maggio la pianta dello zafferano comincia a seccarsi. Verso la fine del mese sarà possibile espiantare i bulbi dal terreno, che rimarranno in uno stato di riposo vegetativo fino a metà settembre, pronti per essere ripiantati. Il consiglio è quello di eseguire l’operazione quando il terreno è asciutto e, possibilmente a giugno o al massimo i primi giorni di luglio. Una volta tolti dal terreno i bulbi vanno puliti dai filamenti erbosi ormai seccati, avendo cura di togliere solo le tuniche esterne in eccesso. Non rimuovetele completamente perché protegge il bulbo.
Ora non ci resta che conservare i bulbi in ceste in vimini o in cassette in pvc, quelle della frutta vanno benissimo, al buio e in un luogo fresco fino alla nuova messa a dimora dal 15 Agosto al 15 Settembre.

Fiori di zafferano @ ph. Matteo Marioli

PROPRIETÀ NUTRITIVE
Lo zafferano avendo una forte azione antiossidante è un “alimento farmaco” ovvero un cibo che oltre a nutrire, ha proprietà curative. In particolare grazie al contenuto in carotenoidi, che sono antiossidanti, contrasta i radicali liberi, molecole tossiche che provocano l’invecchiamento delle cellule, causa della comparsa di malattie cardiovascolari e tumori. Introducendo una giusta dose di zafferano nella nostra alimentazione aumentiamo anche le difese immunitarie.
Lo Zafferano contiene inoltre la vitamina B1 e B2 necessarie per la crescita e la metabolizzazione dei grassi, contro diabete e obesità. Studi vari riconoscono a questa preziosa spezia un effetto antidepressivo. A dimostrazione della forza attiva dello zafferano, si sa però che non se ne deve abusare per non provocare seri problemi all’organismo. Mai assumerne più di 1,5 grammi al giorno.

@ ph. Matteo Marioli

COME USARE I PISTILLI IN CUCINA
Lo zafferano è idrosolubile. Consigliamo di mettere in infusione i pistilli in un bicchiere di acqua 2 o 3 ore prima dell’uso, in modo che la spezia possa reidratarsi e rilasciare il suo aroma (più sta in ammollo meglio è, quindi può essere messo in infusione la sera prima).
Lo zafferano dà gusto e colore ma è anche bello da vedere pertanto si consiglia di apporre qualche pistillo secco come guarnizione finale dei piatti.

Colchico velenoso: NON è zafferano

ATTENZIONE AL FALSO ZAFFERANO
Assomiglia al fiore dello zafferano, ma non lo è.
Si chiama colchico d’autunno (colchicum autumnale) cresce spontaneo selvatico, ma a differenza del crocus sativus è tossico e molto velenoso. Negli ultimi anni sono morte diverse persone per aver scambiato il colchico con lo zafferano. Come riconoscerlo? Anche se i fiori sono piuttosto simili basta guardare gli stigmi per notare che nel colchico d’autunno sono 6, molto diversi da i 3 lunghi fili rossi che caratterizzano lo zafferano.

La protezione in rete metallica ideata dal team di studenti

LO SAPEVATE CHE all’Università di San Marino all’interno del laboratorio di design 3 il docente Marcello Ziliani, architetto e designer bresciano, ha sviluppato insieme a un gruppo di studenti un focus sul tema zafferano da cui sono nati alcuni prototipi che hanno portato alla realizzazione di alcuni concept con l’obbiettivo di contribuire a trovare soluzioni sostenibili per ridurre alcune problematiche connesse all’attività artigianale. Ne sono nate due proposte la prima ha sviluppato una protezione in rete metallica del bulbo per difenderlo dalle talpe, vera minaccia per i bulbi messi a dimora. La seconda punta a ridurre lo sforzo fisico durante la fase di raccolta dello zafferano attraverso uno sgabello regolabile con annese ceste per riporre lo zafferano che si raccoglie.

La raccolta dei fiori dell’Agricola Cerchi nel Grano @ ph. Matteo Marioli

 

 

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