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L’orto del futuro

Sognare in grande è una delle chiavi per perseguire i propri obiettivi. Ce l’ha insegnato Walt Disney con il suo motto diventato ormai famoso: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Ebbene, ora provate a immaginarvi di poter coltivare in ogni stagione, a casa vostra, erbe, verdure, germogli saporiti, senza il minimo sforzo e senza l’utilizzo di pesticidi e anticrittogamici. Il tutto in piccole serre che possono trasformarsi anche in eleganti oggetti d’arredo. No, non è fantascienza. Proprio perché c’è chi oltre ad averlo immaginato, lo ha anche realizzato.

© ph. Archivio Tomato+

Coltivato e mangiato. E’ la filiera (super)breve di Tomato+, la serra intelligente per interni che permette di coltivare germogli, funghi, erbe e verdure di qualità, in qualsiasi periodo dell’anno e senza la necessità di personale esperto. Non c’è bisogno di terra ma di pratiche cialde compostabili che contengono i semi. Una sfida sostenibile che da Borgosatollo, dove la startup bresciana Tomato + è nata, ha già conquistato nomi illustri della ristorazione non sono oltralpe ma anche in mercati extraeuropei. Questo grazie a un team che, partito da un’idea, ha saputo fare interagire botanica, agronomia, illuminazione a Led e progettazione di software per creare un prodotto che coniuga natura e tecnologia idroponica, eleganza e design.

© ph. Archivio Tomato+

Tomato+ è guidata da Daniele Rossi, esperto di impiantistica green, e Leo Beltrametti, manager con competenze finanziarie nella consulenza e nel settore del Private Equity. Dal 2016 ad oggi l’azienda ha raccolto oltre 3,5 milioni tra investimenti e finanziamenti bancari e i ricavi 2021 sono saliti a circa 700.000 euro (+224% sul 2020). Tre le linee linee di prodotto sul mercato, oltre 40 verdure in cialda e 15 le tipologie di funghi. Tra gli azionisti di riferimento – si legge in un comunicato stampa – figura la famiglia Zeriali, che sviluppa sistemi di massima sicurezza innovativi presenti in oltre 50 Paesi da oltre cinquant’anni. La nuova sfida per la startup, che fa incetta di investimenti su CrowdFundMe, è stata la campagna per l’aumento di capitale da 200 mila euro che, a poche settimane dalla chiusura, ha già raggiunto – e superato – il target prefissato.
Fondi che, spiega Rossi in un video caricato sulla piattaforma di Crowdfundme verrà utilizzato per il marketing e lo sviluppo commerciale (35%), il potenziamento della produzione di serre, l’automatizzazione produzione cialde e l’assunzione di personale specializzato (30%), il potenziamento delle attività in essere (20%) e progetti di ricerca (15%).

© ph. Archivio Tomato+

Nel frattempo Tomato + è una realtà giovane che guarda a nuovi orizzonti: è stata recentemente selezionata per un progetto pilota pubblico in Europa, dedicato alle coltivazioni sostenibili. Iniziativa per la quale saranno stanziati circa 20 milioni di euro al primo anno.
Tomato+ fornirà 120 serre HortoProfessional (container), che genereranno a regime circa 1,450 milioni di cialde e 100.000 blocchi per i funghi al mese. Si tratta di una commessa, da spalmare in 3/4 anni, pari a 12 milioni di euro per la fornitura delle serre, e circa 400.000 euro di ricavi mensili per i consumabili.

© ph. Archivio Tomato+

Last but not least”: Tomato+ ha una collaborazione attiva con il CNR_ICB di Catania, con il quale sta seguendo dei progetti di ricerca finalizzati alla produzione di super verdure con aggiunta di vitamine (B12) e minerali (selenio, calcio, ferro).
Ma qual è il ritorno per gli investitori che credono nel progetto?Tomato+ prevede di distribuire utili a partire dal 2023 nonché una progressiva crescita delle quote con round successivi di investimento. Inoltre – comunica l’azienda – l’investitore otterrà un parziale ritorno immediato sul capitale investito sotto forma di detrazione fiscale, come previsto dalla normativa vigente, essendo la società iscritta nel registro delle PMI innovative.

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