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Vino rosso d’estate: sì o no?

Oltre i luoghi comuni © ph. Matteo Marioli

È arrivato il momento di cambiare approccio. Almeno per Eric Asimov, il famoso critico enologico del New York Times.
In estate più che al colore del vino si deve guardare alla struttura e alla sua temperatura di servizio” così scrive una delle più influenti firme enogastronomiche statunitensi, sull’argomento.
Vino rosso d’estate? La questione è ampiamente dibattuta, oltre che ricorrente, ma torna sempre utile riproporla, date le temperature sahariane con le quali ormai annualmente dobbiamo fare i conti.
Nonostante i luoghi comuni, perché di luogo comune si parla, i vini rossi si possono bere anche d’estate. Basta saper scegliere quelli giusti!

CONSUMO CONSAPEVOLE E CORRETTA DEGUSTAZIONE
La regola fondamentale: Giocare con le temperature. Certo, una regola che può far storcere il naso a tanti di noi, cresciuti con l’idea che i vini rossi vadano serviti a temperatura “ambiente”. Questo sarebbe un ottimo consiglio se il locale in questione fosse una bella cantina in pietra dove la temperatura oscilla tra i 13 e 15 gradi… Ma in giardino, in una serata calda e afosa di luglio o agosto? No, grazie!
E non solo noi piccoli avventori di ristoranti e agriturismi cadiamo in questa trappola, anche gli stessi gestori spesso e volentieri dimenticano queste accortezze: quante volte vi è capitato che portassero un bel cestello di ghiaccio in cui deporre la nostra bottiglia di rosso preferita per abbinarla ad una succulenta tomahawk?
Difficile vederlo..
Rossi d’estate, allora? Assolutamente sì.
Basta che i vini in questione abbiano un tenore alcolico inferiore ai 13,5 °C, siano poco tannici, niente affinamento in legno e siano organoletticamente semplici.

La giusta temperatura © ph. Matteo Marioli

Questo perchè le basse temperature acuiscono le “durezze”,  cioè quelle sensazioni penetranti che “pungono” e “colpiscono” il palato, generando freschezza o secchezza (l’acidità, la tannicità e sapidità), e rendono più difficile distinguere sfumature e complessità. Prova ne è se assaporate il vino dopo qualche minuto che l’avete tolto dal frigorifero, a metà pasto e a fine pasto: noterete grandi differenze.
Qualche altro trucco?
– Meglio prediligere dei calici non troppo ampi, poiché aumentano le dispersioni del freddo e di conseguenza la temperatura si innalza velocemente;
– La giusta temperatura per una degustazione estiva ideale è servire il rosso tra gli 11 e i 15 gradi: le alte temperature esterne innalzeranno molto velocemente la temperatura del vino, quindi meglio partire sempre con qualche grado in meno rispetto alla media consueta.
Esistono poi diverse tipologie di rossi che possono essere serviti “freschi di temperatura”.
Nel panorama vitivinicolo bresciano possiamo trovare il Marzemino per esempio, un vino fresco e vivace, piacevolmente fruttato e floreale che non necessita di particolari affinamenti, con una struttura leggera, una bella acidità e piacevole mineralità, con tannini leggeri e molto poco invadenti.
Nelle vinificazioni in rosso, non possiamo non inserire il Groppello, tradizionalmente utilizzato in taglio, perché ritenuto un vino di scarsa struttura e poco colore.
Oggi molti produttori hanno riscoperto le sue qualità in purezza, assecondando ed esaltando proprio la sua naturale predisposizione alla finezza e all’eleganza. Il colore è tradizionalmente rubino chiaro e brillante, con riflessi violacei. Il bouquet esprime delicati aromi di piccoli frutti di bosco, ribes, mora e una piacevole nota speziata. Ha un corpo medio, con sorso armonioso ed equilibrato. La trama tannica è sottile e la freschezza ravvivata da un finale sapido.
Gustose versioni le troviamo anche con Barbera, Sangiovese e Schiava, quest’ultimo un vino vivace, fruttato e leggero che, grazie alla sua bevibilità versatile, è perfetto in tutte le stagioni e soprattutto in estate, perché si accompagna molto piacevolmente anche a piatti di pesce.

Non mi rimane che augurarvi buona estate e buone grigliate a tutti!! © ph. Matteo Marioli

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