© ph. Matteo Marioli

Tra vendemmia e ribollir dei tini

Finalmente si … comincia!
Con l’arrivo di fine agosto, le cantine si sono attrezzate per dare il via alla tanto attesa vendemmia, dopo i mesi primaverili ed estivi passati a sperare che il clima fosse propizio per la vigna.
La Franciacorta ha fatto da apripista alla vendemmia in Lombardia.

Le cassette gialle e rosse della raccolta © ph. Matteo Marioli

Secondo le prime stime di Coldiretti la raccolta dell’uva vedrà un calo medio di circa il 15% rispetto alla scorsa estate.
“La campagna 2021 – si legge nella nota –  è partita in salita, con una settimana di ritardo rispetto al 2020, a causa di una gelata ad aprile (la terza dopo quella del 1956 e del 2017) e l’alternarsi di periodi estremamente siccitosi a grandinate come a fine luglio”.

Uva © ph. Matteo Marioli

Tutto questo non rende l’attesa meno ricca di curiosità e la vendemmia 2021 è già sotto la lente di ingrandimento degli esperti regionali, nazionli e internzaionali. Fortunatamente la qualità delle uve sembrerebbe non essere stata compromessa a vantaggio di una raccolta, seppur meno abbondante dal punto di vista quantitativo rispetto al precedente anno, molto soddisfacente dal punto di vista qualitativo. Il fronte lombardo del lago di Garda è stato risparmiato sia dalle gelate tardive di primavera che dagli eventi meteo estremi che si sono abbattuti sulla sponda veronese le prime settimane di agosto.
Un rito, quello della vendemmia, per la Doc Riviera del Garda Classico che sarà celebrato con la tradizionale festa di “Profumi di Mosto”, l’itinerario enogastronomico in cantina è previsto per domenica 10 ottobre e quest’anno sarà la 20esima edizione. Quest’anno la manifestazione non prevede i classici percorsi in cantina, i partecipanti dovranno scegliere prenotando gli eventi a cui partecipare entro sabato 9 ottobre.(www.profumidimosto.it).
Tra le etichette presenti anche Cantina Scolari. Siamo andati a Raffa di Puegnago a parlare della vendemmia 2021 con la nuova proprietà da tre anni al centro di un progetto di rilancio e ripartenze.

Vendemmia nei vigneti della Cantine Scolari © ph. foto Archivio Scolari

UN NUOVO APPROCCIO CHE GUARDA AL FUTURO
Oltre 90 vendemmie. La storica Azienda vitivinicola della Valtènesi  vanta una lunga tradizione nel mondo del vino grazie alla passione e alla lungimiranza di Pietro Scolari, che nel 1929 iniziò l’attività di produzione e commercializzazione.

Cantine Scolari © ph. Matteo Marioli

Oggi, Cantine Scolari si è profondamente rinnovata, pur mantenedo salde le radici nella propria storia originaria, grazie all’entusiasmo dell’Azienda vitivinicola Erian che con la propria Cantina Bottenago ne ha ridisegnato l’essenza.

Erika Goffi © ph. foto Archivio Scolari

Erian è stata fondata nel 2015 dall’imprenditore gardesano Antonio Goffi. La curiosità unita alla passione per il vino lo hanno spinto a sperimentare nuovi percorsi affidando alla figlia Erika la gestione di un progetto appassionante che intende dare nuova linfa alla storica cantina riunendo la tradizione vinicola gardesana con le più moderne tecnologie al servizio dell’agricoltura biologica.

Percorso in cantina © ph. Matteo Marioli

Grazie a investimenti importanti fatti in pochi anni Cantine Scolari è stata rivoluzionata, dando grinta anche all’immagine sostenuta da un restyling che ha reso la struttura più funzionale e moderna dove trova spazio anche un nuovo modo di fare accoglienza e degustazione in grado di attrarre enoturisti.
Le linee di prodotto sono ampie per mantenere una certa continuità con la tradizione precedente, ma razionalizzate, puntando molto sul recupero dei vitigni storici.
Gli ettari vitati sono 55, tutti di proprietà e si trovano in Valtènesi.
Si coltivano molti vitigni storici della zona: dal Turbiana al Groppello passando da Rebo, Marzemino e Sangiovese.
Abbiamo avuto il piacere di degustare l’ampia gamma di Cantine Scolari, accompagnati ed istruiti da Giovanni Prete, vera figura coordinatrice tra la dimensione agricola portata da Antonio Goffi e quella più strettamente vitivinicola rappresentata da Scolari.
Molti i premi e riconoscimenti ottenuti negli anni l’ultimo in ordine di tempo quello assegnato a inizio estate dal Consorzio nel corso dell’evento “I Giardini della Casa del Vino”, a Cantine Scolari il Premio Sante Bonomo per il Rosso dell’Anno attribuito al Riviera del Garda Classico Groppello 2019 .

La parete espositiva di Cantine Scolari © ph. Matteo Marioli

LA DEGUSTAZIONE
Con Giovanni entriamo nello specifico dei vini prodotti, della filosofia aziendale e delle particolarità della stagionalità 2021.
Le linee proposte da Cantine Scolari sono Classica, Star, Premium, Pop e una quinta dedicata agli spumanti.
Della linea Premium ho apprezzato particolarmente il Riviera del Garda Classico Groppello doc e il “Posone”, Riviera del Garda Classico Superiore.

La degustazione in cantina © ph. Matteo Marioli

Il Riviera del Garda Classico Groppello doc  85% groppello, rosso rubino trasparente, al naso una leggera nota speziata, elegante, morbido piacevole e di bella beva.
Il Posone è un Garda Classico Superiore, prende il nome dal vigneto storico di Scolari. Blend di Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera, chiaramente più sofisticato, affina in acciaio e successivamente in barriques da L 225 di rovere francese di primo e secondo passaggio con diversi gradi di tostatura. Rosso rubino acceso, vivace, intenso profumo di frutti maturi di sottobosco e note mandorlate, fresco armonioso e vellutato.

Chiaretto Anima © ph. M. Marioli

Chiudo con due note fuori programma, provenienti dalla Cantina Bottenago: Il Chiaretto Anima, eccellente espressione di vino di una notte, che oltre alle consuete note agrumate e di melograno, si sommano il mango e sfumature erbacee interessanti, e il Botenacha, splendida versione di Garda classico dalla grande bevibilità, ma da riassaporare tra qualche anno perché assicurerà belle emozioni!

LO SAPEVATE CHE…L’etimologia del nome Groppello si rifà al suo grappolo compatto e chiuso come un ‘groppo’. L’autoctono della Valtènesi si presenta nelle varietà Gentile, di Mocasina e di Santo Stefano. Le sue prime indicazioni storiche risalgono all’epoca romana

 

Posone e Botenacha © ph. Matteo Marioli

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